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Pioltello, Giuseppe Grossi rischia di perdere l’area dell’ex Sisas

Annullato l'accordo di programma sottoscritto nel 2007. Il Tar ha bocciato il metodo di affidamento dei lavori di bonifica. Secondo i giudici l'area è stata affidata a Giuseppe Grossi senza una regolare gara pubblica a livello europeo

Si torna a parlare del caso ex Sisas. Questa volta a sollevare l’argomento è il Tar, che ha annullato l’accordo di programma sottoscritto nel 2007 con Giuseppe Grossi, attuale proprietario dell’area. I giudici, infatti, hanno bocciato il metodo utilizzato dalla Regione e dal Ministero dell’ambiente per l’affidamento dei lavori di bonifica. La corretta procedura avrebbe dovuto prevedere l’esproprio dell’area alla società Sisas dopo il fallimento, per poi bandire una gara pubblica a livello europeo per l’affidamento dei lavori di risanamento. Grossi ha invece ottenuto l’affidamento diretto.

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NUOVO ACCORDO DI PROGRAMMA – Il Giorno riporta le dichiarazioni di Giorgio Fallini, assessore uscente all’ambiente e candidato nella Lista per Pioltello: “Il Tar ha annullato l’accordo di programma e tutti gli atti successivi perché secondo i giudici la procedura di assegnazione dell’area a Giuseppe Grossi non avrebbe seguito l’iter di legge. Non c’è stata nessuna gara a evidenza pubblica. La procedura corretta avrebbe dovuto seguire passi precisi. Innanzitutto, l’area avrebbe dovuto essere prima espropriata alla Sisas, che è fallita senza mettere mano alla bonifica e senza stanziare denaro. Poi, il governo avrebbe dovuto emettere un bando europeo per assegnare l’area a un nuovo soggetto disponibile a farsi carico della bonifica. Siamo stati spinti a firmare un accordo che prevedeva il riconoscimento di 240 mila metri cubi di volumi a Grossi, in cambio della bonifica. Grossi però non ha mai rispettato gli accordi: non ha versato la fideiussione a garanzia dell’esecuzione dei lavori di bonifica, non ha rispettato i tempi e, in ultimo, ha perfino chiesto un risarcimento agli enti pubblici di 30 milioni di euro. Questa sentenza ci aiuterà a ridiscutere un nuovo accordo di programma e Grossi potrebbe perdere perfino al proprietà dell’area. Non vogliamo cedere volumetrie da costruire a chi non ha mai eseguito la bonifica”.

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