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Pioltello: di nuovo a rischio la bonifica dell'ex Sisas

L'imprenditore Grossi ha chiesto di uscire dall'accordo di programma per bonificare l'area: i termini di consegna sono troppo vicini per essere rispettati. E dalla UE incombe una maxi multa da 490milioni

discarica-2A rischio la bonifica della discarica di Pioltello. Nessun rimborso alle aziende di Giuseppe Grossi per i lavori di bonifica dell'ex Sisas di Pioltello-Rodano, che corrono il rischio di essere lasciati incompiuti. Oltre al danno ambientale e alla salute pubblica incombe minacciosa anche la maxi multa dell'Unione Europea, allo Stato italiano, di 490 milioni di euro. Il termine per completare la bonifica sarebbe stato il 31 dicembre 2010, ultima data utile per non incorrere nella multa. La bonifica, che comprendeva tre discariche di materiali inquinanti all'interno dell'ex industria chimica, era stata affidata a un'azienda privata, di proprietà dell'imprenditore Grossi. Bonifica affidata dietro a un accordo di programma firmato da tutti gli enti istituzionali coinvolti: Ministero dell'ambiente, Regione Lombardia, Comune di Pioltello e Rodano. L'accordo concedeva al privato, visto che la bonifica era a spese dell'azienda, la proprietà delle aree bonificate con la licenza di edificare e vendere.

Viste le forti difficoltà a rispettare l'impegno, il privato, ha fatto richiesta di uscire dall'accordo di programma, pretendendo in cambio, però, 25 milioni di euro (più Iva) dalla Regione Lombardia per le spese sostenute.

Fallini - ass. all'Ambiente di Pioltello

"Riteniamo la richiesta del privato inaccettabile - spiega Giorgio Fallini, assessore all'Ambiente del Comune di Pioltello - proprio perché non si può premiare in modo così smaccato, salvaguardandola da qualsiasi perdita economica, un'azienda gravemente inadempiente, che rischia di causare danni enormi alla collettività. Siamo convinti che tutti gli altri soggetti istituzionali che firmarono a suo tempo l'accordo di programma con il privato sapranno riconoscere la fondatezza e la giustizia della nostra posizione, che non nasce né da ostilità all'accordo di programma in sé, né da pregiudizi contro quel soggetto privato, ma dalla convinzione che non si deve premiare chi non ha rispettato gli impegni presi. Ricordo fra l'altro che Grossi non ha mai versato alla Regione Lombardia i 60 milioni di euro di fideiussione prevista dall'accordo di programma, e ci chiediamo se questo mancato versamento sia legittimo o no" ha concluso l'assessore.

L'Amministrazione di Pioltello trova un'eclatante conferma delle sue perplessità proprio nelle vicende di questi giorni: la Commissione Parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti sta, infatti, indagando sulle attività delle aziende di Grossi, in seguito alla scoperta di gravissime irregolarità nella bonifica milanese di Santa Giulia, per la quale l'imprenditore fu anche arrestato nel novembre 2009.

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha nominato, come commissario straordinario per la bonifica la scorso aprile, l'avvocato Luigi Pelaggi, dichiarando contestualmente lo stato di emergenza. Il comune di Pioltello ha espresso la sua perplessità anche sull'eventualità di acquisire le aree ex Sisas, dopo l'uscita dell'imprenditore dall'accordo. Sulle aree, infatti, non c'è da fare solo la bonifica delle discariche, ma bonificare i terreni e la falda e smantellare tutte le strutture industriali, che si estendono su un'enorme superficie. "Il completamento della bonifica - ricorda l'assessore Fallini - non è affare di poco conto. Siamo disponibili ad acquisire le aree solo se Ministero dell'Ambiente e Regione ci forniscono tutti i mezzi economici per completare l'intero lavoro. Quanto alla gara per riassegnare la bonifica delle discariche, riteniamo sia opportuno non invitare lo stesso privato inadempiente che ha appena chiesto di uscire dall'accordo: sarebbe una grandissima beffa".

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